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Da giovedì il Consiglio comunale di Milano, che conta più consiglieri di Verona, ha ripreso a convocare le prime commissioni in videoconferenza, con tanto di procedure di appello e tutte le formalità del caso.

Lo stesso strumento della videoconferenza risulta essere già in uso in molti altri Comuni, anche piccoli, che stanno tornando a dare una guida più collegiale a questa fase destinata a durare ancora nel tempo.

E Verona? Stamattina la giunta si è riunita in videoconferenza ma i consiglieri comunali non hanno alcuna indicazione in merito alla ripresa delle attività istituzionali, che vanno dalla conferenza dei capigruppo, alle Commissioni consiliari fino al Consiglio comunale. Sindaco e assessori sembrano aver tagliato completamente i ponti, spariti.

Nel frattempo, la richiesta di tornare a riunire almeno le commissioni consiliari, che noi sottoscritti consiglieri Pd avevamo lanciato la settimana scorsa, comincia ad essere timidamente ripresa anche da alcuni consiglieri di maggioranza.

E’ pertanto incomprensibile e imbarazzante il silenzio che su questo punto continua a mantenere l’amministrazione comunale, a partire dal presidente del Consiglio Ciro Maschio, che a Roma strepita per riaprire il Parlamento mentre a Verona non risponde alle legittime richieste di tornare a convocare almeno le commissioni consiliari. Ma lo stesso vale per il resto dei partiti di maggioranza, a partire dalla Lega, che negano a Verona ciò che per cui stanno protestando a Roma. Due pesi e due misure: ce la spiegano questa dissociazione?

Ci sono decisioni da prendere e pretendiamo che se ne discuta nelle sedi istituzionali, con i mezzi consentiti dall’emergenza in corso.

Il gruppo consiliare comunale Pd
Federico Benini, Elisa La Paglia, Stefano Vallani

Categorie: Inchieste

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