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A dicembre dello scorso anno è stata presentata la bozza di regolamento del verde frutto del “gruppo di lavoro” integrato, con rappresentanti del Comune di Verona, Amia, ordini professionali ed associazioni ambientaliste. Sono stati necessari quasi due anni di lavoro per arrivare a questa bozza.

Nel frattempo il Ministero dell’Ambiente ha emanato il Decreto 10 marzo 2020 con i “Criteri ambientali minimi per il servizio di gestione del verde pubblico e la fornitura di prodotti per la cura del verde”, con novità positive e virtuose nella disciplina degli appalti di manutenzione, gestione e creazione di aree verdi ed un maggior coinvolgimento dei cittadini, che entreranno in vigore ad inizio agosto per le città sopra i 15.000 abitanti come Verona.

Tale decreto prende indubbiamente in contropiede la bozza di regolamento del Comune di Verona, al punto che Alberto Ballestriero, che ha partecipato al gruppo di lavoro a nome di Verona Polis si è chiesto pubblicamente se non fosse il caso di bypassare il regolamento e di andare direttamente a discutere del “Piano del verde”.

Consideriamo questo suo intervento come una provocazione ad arrivare quanto prima all’approvazione del regolamento del verde da parte del Consiglio Comunale di Verona anche perché proprio il Decreto 10 marzo dice espressamente all’allegato 1, punto C: “è essenziale che le stazioni appaltanti, in particolare le amministrazioni comunali, siano in possesso e applichino concretamente strumenti di gestione del verde pubblico come il censimento del verde, il piano del verde, il regolamento del verde pubblico e privato e il bilancio arboreo…”

Il nostro timore è che l’Amministrazione Comunale, se ha impiegato due anni per arrivare alla bozza, ne impieghi molti di più per “non arrivare all’approvazione”. Il Partito Democratico, che a fine 2018 aveva presentato con incontri territoriali pubblici nei quartieri la proposta di istituire “Il Sistema dei Parchi Urbani” vorrebbe che nei 2 anni rimanenti della legislatura la città si dotasse degli strumenti di cura ed incremento del verde cittadino:

  • un Regolamento del Verde approvato ed applicato (dopo 13 anni dal vecchio Regolamento adottato dalla giunta Zanotto);
  • integrare l’attuale mappa delle aree verdi con un Censimento approfondito del Patrimonio Arboreo con analisi dello stato fitosanitario delle piante;
  • un Piano del Verde, quantomeno da discutere ed abbozzare, all’altezza delle necessità e delle ricchezze naturali di una città come Verona.


Pertanto chiediamo all’Amministrazione Comunale di iniziare prima dell’estate l’iter amministrativo di approvazione del regolamento del verde e contestualmente di aprire la discussione e il confronto pubblico sul “piano del verde” coinvolgendo le realtà associative ambientaliste e professionali, così come le forze politiche, quelle imprenditoriali e quelle legate al lavoro dell’agricoltura evitando di trascinare per altri due anni la discussione nel chiuso delle segrete stanze. Il Piano del verde può essere un’occasione per rilanciare, anche sul piano economico il territorio veronese. Non sprechiamo, non sprecate – andrebbe detto all’Amministrazione Comunale – anche questa occasione.

I segretari politici, provinciale e cittadino, Pd Verona
Maurizio Facincani e Luigi Ugoli

I consiglieri comunali Pd

Federico Benini, Elisa La Paglia, Stefano Vallani


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