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Che quella appena trascorsa sia stata un’altra estate di passione per bambini, genitori e nonni utenti dei parchi e dei parcogiochi cittadini, viene confermato anche dai controlli disposti dall’Ulss in merito al servizio di disinfestazione zanzare.

In particolare la rilevazione del 17 settembre – quella di fine “stagione” che tiene conto sia degli interventi ordinari eseguiti dalla ditta vincitrice dell’appalto comunale che di quelli straordinari attivati in seguito all’allarme West Nile – mostra che la metà dei circa 70 tombini campionati contenenti acqua presentavano un’infestazione di larve di classe A o superiore.

Al netto degli eventi piovosi di settembre, la relazione sottolinea la situazione di criticità conclamata relativa a molte zone della città contigue a grandi aree verdi: dal parco di via Buzzati in Borgo Venezia a quello di via Campanella al Porto san Pancrazio; da via Dominutti e via Pergolesi; da via Lega Veronese in zona Ponte Catena e via Ruffo fino a via Santa Marta. E nelle conclusioni i tecnici raccomandano “un nuovo intervento larvicida per riportare sotto controllo la popolazione larvale di zanzare in tutta l’area”.
Una precedente verifica del 30 luglio 2018 aveva individuato una percentuale inferiore di tombini infestati, pari al 25%, ma anche in quel caso la relazione finale raccomandava “un nuovo intervento larvicida”.

Sulla scia dell’allarme per la West Nile – che nel territorio veronese ha fatto registrare un pericoloso picco – l’assessore regionale alla Sanità Coletto ha annunciato la prosecuzione del monitoraggio anche a novembre. Si tratta tuttavia di misure che continuano a rincorrere l’emergenza senza capirla. Come Pd sono almeno due anni che cerchiamo di portare all’attenzione dell’amministrazione il disagio segnalato dagli utenti dei parchi martoriati dalle zanzare. Abbiamo dimostrato l’inefficacia del servizio di disinfestazione che viene esternalizzato a condizioni economiche insostenibili con ribassi d’asta superiori al 50%. Negli ultimi due anni a Verona si sono alternate altrettante ditte senza risolvere le criticità. Abbiamo anche personalmente provato che il servizio di segnalazione offerto dalle ditte non funziona: chi risponde non è di Verona e non ha idea di che cosa ci lamentiamo.

In questa situazione l’unica cosa sensata da fare è rimettere in senso Amia e di riportare in essa il servizio di disinfestazione assicurandosi che vengano dedicate adeguate risorse. Tagliando qualche sponsorizzazione e dando qualche sforbiciata ai privilegi dei dirigenti si posso reperire adeguate risorse.

Per il gruppo consiliare comunale Pd
Federico Benini, Elisa La Paglia


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