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Quindici mesi di insistenze per portare una telecamera nei pressi della campana del vetro di via Pole a San Massimo, meta abituale dei turisti dei rifiuti, e dopo appena 15 giorni la sorveglianza è già stata rimossa. Mi domando con che criterio Amia e Comune gestiscono questi strumenti. Appena tolta, la campana del vetro di via Pole è diventata di nuovo ricettacolo di sacchetti dell’immondia indifferenziata scaricati abiusivamente da cittadini poco responsabili, probabilmente di passaggio provenienti da altri Comuni limitrofi.

Ricordo che la telecamera era stata piazzata ai primi di agosto. Amia si conferma essere un’azienda in forte difficoltà come dimostrano i cassonetti traboccanti in piazza a Chievo. Serve più sorveglianza e cura qui al Chievo come serve in via Pole a San Massimo, in via Pirandello allo Stadio e in via Maldonado in quartiere Catena. Evidentemente anche presidente della Terza Circoscrizione è distratto. Amia dovrebbe limitare le sponsorizzazioni (ben 500 mila euro nel 2017) e fare un piccolo investimento sulle telecamere per contrastare questi fenomeni: penso che la pulizia della città sia più importante delle bandiere della Serenissima che ha finanziato.


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