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In campagna elettorale del 2017 aveva presentato un rendering (in realtà scopiazzato dalla proposta dei comitati cittadini) a dimostrazione che il central park, da realizzare sul 100% della superficie dell’ex scalo merci, era cosa praticamente già fatta.

A più di 3 anni di distanza, però, constatiamo che sono seguite soltanto chiacchiere, e un impegno a definire un mero progetto di massima. Oggi, con la visita del Ministro dei trasporti Paola De Micheli a Verona, Sboarina lancia l’ennesimo annuncio: “ancora pochi giorni per definire il progetto” dice. Ma si tratta dell’ennesima promessa al vento.

La smobilitazione dello scalo merci di Porta Nuova è un’operazione complessa, incompatibile, per tempi e modalità, con gli impegni presi dal Sindaco con gli elettori che finora sono stati soltanto presi in giro.

Un quota notevole della grande superficie, probabilmente il 50%, come prevedeva il precedente accordo tra Rfi e Comune di Verona, sarà infatti utilizzata dalle Ferrovie per finanziare lo spostamento dello scalo stesso.

Chiediamo al Sindaco di smetterla di raccontare favole e dire la verità ai veronesi: in che misura e con quali costi è possibile riconvertire a parco lo scalo merci?

Lo invitiamo inoltre ad occuparsi anche di quel verde che non dipende da terzi: l’attuazione del Parco dell’Adige; l’approvazione del nuovo piano del verde; l’aumento del verde pubblico a disposizione dei quartieri sono tutti interventi che si attendendo da anni, e non dipendono da nessun altro all’infuori dell’amministraizone comunale.

Federico Benini, consigliere comunale Pd capogruppo


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