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Ammettendo che “le ferrovie dovranno pure valorizzare i loro spazi” e che “occorrerà tener conto della nuova stazione della Tav” l’amministrazione sta forse cercando un modo indolore per ridimensionare la promessa di un Central Park sull’intera area dello scalo merci con la quale aveva illuso i cittadini in campagna elettorale? Del resto il Piano d’Area Quadrante Europa prevede parco soltanto su metà dell’area dello scalo merci e Sboarina non ha mai dato segno di voler mettere in discussione questa decisione presa dalla Regione Veneto ormai 13 anni or sono.
L’aspetto forse più importante della faccenda è che, puntando tutto su un’unica opera bandiera, l’amministrazione ha colpevolmente trascurato le altre parti della città, mentre altre città nelle nostre stesse condizioni, come Vicenza, hanno ottenuto molto di più dalle Ferrovie.

E’ un peccato, ad esempio, che un’analoga compensazione non sia stata prevista per i quartieri Ovest della città, che verranno tagliati (grillini permettendo) dal nuovo corridoio ferroviario del Brennero. 
Per ben quattro volte la maggioranza ha bocciato la nostra proposta di inserire tra le compensazioni la realizzazione del parco della Spianà: durante la discussione delle linee programmatiche del Sindaco; due volte durante le discussioni del bilancio comunale, la quarta in occasione delle compensazioni relative al Corridoio del Brennero.
Torneremo a riproporla con la discussione del bilancio preventivo 2019. Nel frattempo invitiamo la giunta a prendere atto che della promessa di difendere la città da nuovi insediamenti non necessari non è riuscita a mantenere quasi nulla: dopo due anni a Verona non c’è un metro quadrato di verde in più e numerose opere controverse, dal supermercato del Saval all’ex Bam, sono ormai partite.

Federico Benini, consigliere comunale capogruppo Pd


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