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Dopo tre anni di palude, l’operazione Agsm-Aim ha conosciuto nel giro di 10 giorni una sospetta e poco credibile accelerazione: fino al 18 dicembre, infatti, il problema era quello di conferire al presidente Agsm Daniele Finocchiaro un “mandato esplorativo” per l’individuazione del partner strategico tra quattro candidati: A2A, Hera, Eon, Acea sulla base della consulenza di Roland Berger così come era stato illustrato in commissione consiliare.

Poi, nel giro di 10 giorni, senza coinvolgere il consiglio comunale ed esautorando di fatto l’intero consiglio di amministrazione di Agsm, è stato deciso non solo che il partner strategico deve essere A2A, ma che non serve alcuna procedura ad evidenza pubblica per la selezione del partner industriale in virtù dell’improbabile cavillo dell’infungibilità. Da ultimo, il 23 dicembre è stato addirittura abbozzato un intricato ed altrettanto improbabile percorso per mettere un inceneritore a disposizione di Verona.

Tutto questo ha dell’incredibile: veline ed indiscrezioni di stampa si accavallano tra Verona e Vicenza senza il benché minimo confronto con la città nelle sedi istituzionali. Non c’è neanche l’ombra di un piano industriale che dica alla città e ai lavoratori dove andrà a finire Agsm. Lo stesso Sindaco di Verona mostra di non sapere che pesci pigliare quando parla di Amia (scorporarla e riportarla in house o lasciarla nel gruppo Agsm e mandarla a gara?) e fa promesse sul mantenimento dei posti di lavoro e sulla “veronesità” del gruppo che, allo stato, non è assolutamente nelle condizioni di mantenere. Basta con questo stillicidio, il sindaco ci convochi il prima possibile, non si gestisce in questo modo il futuro della principale azienda pubblica della città.

Per il gruppo consiliare comunale Pd
Federico Benini, Stefano Vallani

Categorie: Sviluppo economico

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