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Sulla fusione con Aim (ora diventata fusione a tre) Verona continua a pagare in termini di incertezze ed inconcludenza il prezzo degli scontri interni al centrodestra vicentino, le divisioni della Lega e la poca trasparenza dell’amministrazione Sboarina. Il combinato disposto di questi fattori ha prodotto una proposta di accordo paritario tra Verona e Vicenza che è semplicemente irricevibile.

Altrettanto irricevibile è l’ipotesi di consegnare la principale azienda pubblica ad un gigante del settore sulla base di una consulenza privata segretata di cui il Consiglio comunale non ha mai discusso, a dispetto della mozione leghista che impegnava l’amministrazione ad aggiornale l’Assemblea su tutti i passaggi.

Che sia A2A, Hera o chiunque altro, il partner industriale forte va selezionato sulla base di una gara pubblica trasparente e con precisi paletti.
A Verona non serve fare una marmellata, ma assicurare espansione ad una scelta strategica coerente che è quella della fusione con Aim che va chiusa fissando un concambio corretto, non penalizzante per Agsm.
Ancora una volta purtroppo questa amministrazione si dimostra inadeguata nel difendere il patrimonio pubblico dei cittadini veronesi.

Per il gruppo consiliare comunale Pd
Federico Benini, Stefano Vallani

Categorie: Sviluppo economico

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