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La giunta comunale finalmente si prepara ad avviare in Consiglio comunale la procedura per la revoca del project financing riguardante Amia, pendente dal 2012/2013. Lunedì scorso l’esecutivo ha infatti approvato la proposta di delibera che prende atto della consulenza del Prof. Stefano Pozzoli, l’esperto ingaggiato dal Comune per inquadrare la situazione dell’azienda dei rifiuti. Nella sua analisi Pozzoli conferma che il project financing è lo strumento meno adatto per governare Amia, dato il mutato contesto normativo, tecnologico, l’insostenibilità del piano economico finanziario, l’eccessiva durata (15 anni).

L’amministrazione però non riuscirà a proporre al Consiglio con una soluzione alternativa, dal momento che il superesperto ha bocciato, senza posibilità di appello, anche l’ipotesi di gara a doppio oggetto finora sostenuta dalla giunta Sboarina.

“La scelta della gara a doppio oggetto comporta una perdita di sovranità da parte dell’ente socio ( In sostanza ottiene l’amministratore delegato e guida l’azienda) e normalmente viene fatta quando si è consapevoli della debolezza della propria azienda in una procedura competitiva ma non si vuole perdere del tutto il controllo della società. Ancora, può essere una modalità che consente al Comune di patrimonializzare la società grazie a risorse private e, al tempo stesso, dotarla di un nuovo management di dimostrata professionalità, alla luce dei “necessari requisiti di qualificazione generali e speciali di cara-ere tecnico ed economico finanziario” che deve avere il partner prescelto. È quanto mai importante, in questa situazione, partecipare all’organo di amministrazione con persone competenti e qualificate, per evitare che la società deleghi tu-e competenze ad un management esterno, che a scadenza dell’affidamento abbandoni la società, rendendo di fatto la azienda pubblica una scatola vuota in termini di skills e classe dirigente”.

L’esperto si esprime senza riserve a favore della gara “secca” ma chiunque conosca da vicino la situazione attuale di Amia sa benissimo che l’azienda, per incapacità del management e del socio unico, non è in grado di competere in una gara aperta.
Per gli scriventi gruppi consiliari l’unica soluzione realistica, per quanto complessa, rimane l’affidamento in house, come del resto è richiesto da tempo anche dalle Organizzazioni Sindacali e dai lavoratori di Amia..
Si tratta di un percorso molto articolato che comporta la rivisitazione dello statuto di Amia e la revisione del percorso che aveva portato Amia ad essere una partecipata di Agsm.
Si tratta, anzi, di rivedere lo stesso assetto della capogruppo.
Del resto da anni mettiamo in guardia sui gravissimi errori commessi dalle precedenti amministrazioni Tosi 1 (di cui facevano parte gli stessi Sboarina, Polato, Zanotto, Maschio, ecc.) e Tosi 2 che sulle aziende partecipate hanno operato senza criterio e senza alcuna condivisione né con il Consiglio Comunale né con i lavoratori.
Sboarina ha vinto le elezioni promettendo ai veronesi che avrebbe rimesso in sesto la macchina comunale fiaccata da tanti sbagli e da tanta incapacità, ma evidentemente non ha forza, capacità e volontà di dedicarsi a questo compito.

E’ pertanto necessario che il Consiglio comunale prenda le redini del futuro delle aziende comunali guidando la giunta ad imboccare l’unico percorso in grado di assicurare un futuro ad Amia, ovvero la gestione in house. Per questo presenteremo nei prossimi giorni una mozione in consiglio comunale che auspichiamo sia condivisa anche con i gruppi consiliari della maggioranza.

Gruppi consiliari del partito democratico, sinistra in comune e Movimento 5 stelle

Categorie: Sviluppo economico

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