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Il pronunciamento del cda Agsm a favore della mini fusione con Aim è forse un contentino che la maggioranza si è concessa per provare a salvare la faccia dal disastro totale. La verità però resta un’altra: ad oggi sono stati  persi tre anni e circa 700 mila euro a causa della irragionevolezza del Sindaco, che non ha mai voluto fare neanche mezzo passo indietro per cercare di recuperare sul versante della condivisione delle scelte, e della litigiosità della maggioranza. Ma non hanno perso il loro di tempo e i loro soldi, hanno perso quello dei veronesi e della città di Verona. La decisione di oggi non aiuta Agsm che oltre ad Aim ha bisogno anche di un partner industriale forte. Non serve anche perché non dice nulla rispetto alla governance che si profila: dovremmo aspettarci il solito carrozzone politico, con la solita stratificazione di cda zeppi di politici, oppure si tratta di una fusione e di una razionalizzazione vera che punta all’efficientamento a partire dalla testa del gruppo?
Domande che rimangono dentro un cassetto, come nel cassetto sono rimasti i documenti preparatori della delibera che i consiglieri di amministrazione, trattati malissimo, non hanno neanche potuto vedere. Una fusione al buio, quindi, dal significato più politico che tecnico e strategico.

Per il gruppo consiliare comunale Pd Verona
Federico Benini, Elisa La Paglia, Stefano Vallani

Categorie: Sviluppo economico

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