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Già fonte di tanti disagi e disservizi per tantissimi professionisti veronesi prima dello scoppio della pandemia, l’Ufficio Edilizia del Comune si rende purtroppo protagonista in negativo anche nella fase di ripartenza delle attività economiche al termine del picco epidemico.

Numerosi geometri, ingegneri e architetti, si stanno infatti vedendo negare dal Comune l’accesso agli atti per tutta una serie di fascicoli edilizi perché gli uffici comunali non sono in grado di mettere loro a disposizione la documentazione necessaria. Di conseguenza molte pratiche edilizie private sono bloccate sul nascere. Altro che sburocratizzazione!

La comunicazione ufficiale spiega che per quanto riguarda “la ricerca di fascicoli edilizi, gli appuntamenti fissati con l’ufficio Accesso agli Atti vengono sostituiti con una telefonata alla medesima ora e giorno”, il che sarebbe pienamente comprensibile, vista la situazione sanitaria ancora in stato di emergenza. Si aggiunge però che vengono “differiti a data da definirsi” o “a conclusione dell’emergenza sanitaria” tutti gli appuntamenti che riguardano “la visura di fascicoli che non possono essere scansionati perché enormi o per altra ragione”.

Si tratta di un limitazione grave e ingiustificata, visto che altri enti sono già attrezzati per ricevere l’utenza professionale in piena sicurezza.

Dunque: da lunedì ritorneranno operativi tutti: negozi, ristoranti, parrucchieri, ma non l’edilizia privata del Comune di Verona… Abbiamo l’ennesima riprova che questo Sindaco dice ma non fa: da un mese è rinchiuso in sala stampa a pontificare su tutto ma non guarda a ciò che accade a casa sua e alle esigenze dei professionisti veronesi. Un primo fallimento anche per la commissione tecnica Restart, che doveva provvedere alla sburocratizzazione del settore…

Federico Benini, consigliere comunale Pd capogruppo


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