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Non è vero che difronte al degrado sempre più grave della stazione ferroviaria di Porta Vescovo l’amministrazione comunale non può fare altro che segnalare il problema al tavolo prefettizio della sicurezza. Grazie ad una azione corale e congiunta tra gruppo consiliare comunale Pd, consiglieri regionali, parlamentari, circoli e segreteria cittadina, tra il 2010 e il 2016 avevamo strappato ad Rfi e a Regione Veneto una serie di promesse finalizzate a portare lo scalo a nuova vita. Promesse che ora sarebbe compito dell’amministrazione comunale fare in modo che vengano rispettate.

Con un bacino teorico di 80 mila utenti, senza contare studenti e turisti, la stazione ferroviaria di Porta Vescovo ha un potenziale superiore anche ad alcune città venete di capoluogo. Prima ancora che di nuovi treni, che sicuramente vanno potenziati, il problema riguarda l’assoluta mancanza di qualsivoglia servizio dedicato ai viaggiatori.

Da subito si può pertanto cominciare a ragionare con Rfi e Regione Veneto su quali spazi potrebbero essere locati per dare dare servizi ai pendolari e rendere il luogo vivo. Le stazioni ferroviarie devono essere luogo di luce, commercialmente frequentate, in cui pendolari e i turisti si sentano sicuri di accedere.

In seconda battuta, si può cominciare col sistemare piazzale a viale: il primo è ancora privo di segnaletica stradale, il secondo è ancora privo di una adeguata illuminazione.

Terzo, ma non per ultimo, c’è tutta la partita, ancora di stretta competenza comunale, della riqualificazione del nodo viabilistico di Porta Vescovo, di cui la stazione ferroviaria è parte integrante.

Dopo la chiusura al traffico dei fornici centrali, decisa a seguito del lungo e delicato intervento di manutenzione iniziato nel 2006, le opere di riqualificazione effettuate si possono contare sulle dita di una mano. Ci sono voluti anni solo per introdurre il semaforo all’incrocio con via Bassetti, a riduzione degli incidenti stradali, e per riattivare qualche sottopasso pedonale.

Eppure Porta Vescovo è punto di snodo di primaria importanza su cui confluisce il traffico proveniente dalla Valpantena a Nord e dall’autostrada ad Est. E’ cerniera con Veronetta e il futuro campus universitario. Non è difficile pertanto leggere per la stazione un futuro da punto di interscambio modale tra gomma, ferro e mobilità sostenibile.

Si tratta dunque di portarvi treni, bus e collegamenti ciclabili sicuri, il che non è evidentemente compito della Prefettura ma del Comune oltre che della Regione e di Rfi. Vogliamo cominciare a discuterne seriamente? Per il prossimo consiglio comunale il consigliere Vallani presenterà una domanda di attualità.

Per il gruppo consiliare comunale Pd
Stefano Vallani, Federico Benini, Elisa La Paglia

Categorie: Borgo Venezia

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