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Correva l’anno 2009, l’allora assessore della prima giunta Tosi Paolo Tosato assieme al collega Daniele Polato annunciavano “uno stanziamento di 350 mila euro per la riqualificazione degli 80 mila metri quadrati del parco di Villa Pullè”. Sono passati quasi dieci anni ma di quell’intervento non abbiamo visto neanche l’ombra, mentre i 350 mila euro sono rimasti in bilancio per tutto questo tempo.

Ora, possiamo pure comprendere la difficoltà a relazionarsi con un ente articolato come l’Inps, ma a distanza di 10 anni corre il dovere di dare ai cittadini delle informazioni certe che preludano alla svolta tanto attesa per dal quartiere del Chievo e non solo. A che punto è la stipula della convenzione che dovrebbe permettere l’uso del parco al Comune di Verona che a sua volta dovrebbe aprirlo ai cittadini? Il Comune è in grado di anticipare l’intervento in attesa che l’Inps decida l’intervento sulla villa così? E’ stata presentata la variante urbanistica che può in concreto orientare il recupero del complesso? La Soprintendenza è aggiornata sullo stato di degrado?

Sono tutte domande che abbiamo rivolto all’amministrazione in una interpellanza a risposta scritta il 18 giugno scorso, dalle quali si attendono indicazioni finalmente concrete.

Il quartiere del Chievo ha ricevuto pochissima attenzione in questi anni, venendo caricato di nuove aree residenziali senza ottenere il corrispettivo aumento di servizi. Su una recente lottizzazione in via Fava è stata negata la richiesta di compensazione con un pista ciclabile di collegamento con Corso Milano. Sempre di recente è stato negato un tavolo di confronto con il privato proprietario del Couver per il recupero dell’area, sollecitato dagli stessi residenti. E’ stata inoltre chiesta la messa in sicurezza della struttura, attualmente abbandonata.

Categorie: Chievo

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