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Pochi sanno che la biglietteria ferroviaria regionale più grande del Veneto si trova a Treviso. Secondo i dati delle Ferrovie del 2017 serve un bacino di 85.136 persone.

Non tutti si rendono conto che il potenziale della nostra stazione ferroviaria di Porta Vescovo è pari se non superiore a quello di Treviso. Sempre secondo i dati delle Ferrovie, Porta Vescovo è infatti punto di riferimento per un bacino di 80.695 persone, senza contare il Polo Universitario che da solo conta 22.296 persone e altri notevoli attrattori come la Caserma Duca (altre 5-600 persone) solo in parte compresi nel dato complessivo.

Si tratta in particolare dei quartieri della Sesta Circoscrizione (Borgo Venezia, 30.539 persone; della Settima Circoscrizione (San Michele e Porto San Pancrazio, 22.148 persone); dell’Ottava Circoscrizione (Montorio, Quinto e frazioni, altre 17.773 persone) e naturalmente Veronetta in Prima Circoscrizione che conta altri 10.235 potenziali clienti.

Questi numeri significano che una richiesta del Comune di Verona alle Ferrovie per un potenziamento dei servizi alla stazione di Porta Vescovo troverebbe terreno fertile e solide basi oggettive, a patto che il Comune – come da anni chiediamo come Pd – sviluppi un progetto di riordino e di integrazione di Porta Vescovo con i quartieri limitrofi.

Il primo servizio da ripristinare è proprio quello della biglietteria i cui locali a Porta Vescovo sono esistenti  ma sono chiusi da ormai 20 anni. Oltre a svolgere un servizio per l’utenza e creare una premessa per l’ulteriore sviluppo dello scalo, la biglietteria funzionerebbe anche da presidio di sicurezza in un’area urbana notoriamente sguarnita.

Quella di Porta Vescovo è anche la prima stazione costruita nel Veronese. La sua edificazione risale al 1847 per servire il crocevia della Bologna-Brennero. Ad oggi è usata prevalentemente come scalo merci ma l’azione della giunta di centrosinistra tra il 2002 e il 2007 e soprattutto quella del compianto assessore Roberto Uboldi gettarono le basi per il suo recupero dal punto di vista trasportistico.

 

Nel dicembre 2004 venne infatti ottenuta a Porta Vescovo la fermata dei treni interregionali sulla tratta ferroviaria Milano Venezia e Venezia Milano, sgravando la città di una parte di traffico che dai quartieri Est si sposta verso la stazione di Porta Nuova e viceversa.

L’ulteriore sviluppo della stazione dovrebbe essere inserito nell’ambito di un progetto di metropolitana urbana che preveda il recupero di tratte e stazioni dismesse nonché l’integrazione tra ferro e gomma. Occorre portare i bus fino davanti alla stazione di Porta Vescovo per raccogliere gli utenti del treno altrimenti costretti a lunghe scarpinate. Sul riordino viabilistico e la riduzione del traffico e dell’inquinamento si fanno tanti proclami quando le soluzioni spesso sono sotto ai nostri occhi.

Federico Benini, consigliere comunale Pd
Marco Burato, Pd Verona


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