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Il 13 giugno scorso, rispondendo affermativamente ad una richiesta del Consorzio Zai, la giunta Sboarina aveva dato incarico agli uffici comunali di riattivare le procedure per l’attuazione del masterplan che renderebbe finalmente operativa e valorizzabile l’area della Marangona.

Secondo tale piano la grande area da 1,5 milioni di metri quadrati, individuata come “Area dell’Innovazione “ dal Piano d’Area Quadrante Europa, verrebbe suddivisa in 5 ambiti di intervento da 2-300 mila metri quadri ciascuno: Corte Alberti, Cà Perina, Trezze, Monsuà, Capeto-Raeli. Uno di questi ambiti, Corte Alberti, sarebbe immediatamente operativo, visto l’interesse da tempo manifestato da parte di una grande multinazionale che fa sia logistica che produzione, e considerato che il masterplan prevede una procedura di urbanistica convenzionata che il Consorzio Zai potrebbe gestire in autonomia e in tempi relativamente brevi.

Ebbene, a distanza di quasi 6 mesi la pratica per lo sblocco della Marangona non ha fatto nessun passo avanti, segno evidente che, al di là degli aspetti tecnici, pesano anche e soprattutto i soliti conflitti politici tra le componenti della maggioranza.

Come Pd non possiamo permettere che le beghe della politica privino la città della presenza di un grande soggetto economico che può portare ricchezza e posti di lavoro. Per questo motivo stiamo raccogliendo, a partire dalle minoranze, le firme per la convocazione di un consiglio comunale straordinario che si occupi della faccenda.

La mozione che presenteremo (e che confidiamo verrà sottoscritta anche dai consiglieri di maggioranza, trattandosi di interesse generale della città) vincolerà la giunta a riattivare le procedure entro la fine dell’anno, dando così un esplicito segnale anche alla multinazionale che nel frattempo si è stancata e sta cercando soluzioni fuori da Verona.

Il gruppo consiliare comunale Pd Verona
Federico Benini, Elisa La Paglia, Stefano Vallani


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