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Con propria ordinanza, lo scorso 2 ottobre il Sindaco Sboarina aveva intimato i responsabili del magazzino di San Massimo stipato di illegalmente di rifiuti di presentare “entro 20 giorni”, pena “l’arresto fino ad un anno”, un piano di smaltimento.

L’atto del Sindaco ha fatto però cilecca e ora, a quasi quattro mesi di distanza, visto che l’ordinanza non non ha sortito alcun effetto, ho chiesto con una interpellanza come intenda muoversi l’amministrazione per risolvere il problema che tiene in ansia cittadini i San Massimo convinti, non senza ragione, di abitare vicino ad una bomba ecologica.

Con grande sorpresa l’assessore Segala alla mia interpellanza ha risposto che non c’è nulla di cui preoccuparsi: Arpav e Vigili del Fuoco avrebbero già messo in sicurezza il sito e ora bisogna solo attendere i tempi dell’azione giudiziaria in corso nei confronti dei responsabili di questo accumulo di rifiuti.

Questa risposta è francamente inaccettabile: in primo luogo perché non si indicano tempistiche per la risoluzione del problema, e in secondo luogo perché la presenza di una enorme quantità di plastica, potenzialmente infiammabile, non tranquillizza affatto i cittadini, che giustamente chiedono maggiori garanzie. E a chi dovrebbero rivolgere questa richiesta se non al Comune? L’amministrazione Sboarina ha invece pensato solo a coprirsi le spalle con l’ordinanza e ora intende lasciare i cittadini in balia di questo problema.

Federico Benini, capogruppo comunale Pd
Sergio Carollo, capogruppo Pd in Terza Circoscrizione

Categorie: San Massimo

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