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Purtroppo per Croce, e per noi tutti, la partita che Agsm è chiamata a giocare sul mercato è ben più complessa della grattatina alla pancia dell’elettorato fornita con l’annunciato taglio delle spese di rappresentanza.
Per riportare l’azienda allo stato fisiologico occorre recuperare il tempo perduto su alleanze, patrimonializzazione, trasparenza e riorganizzazione interna.
Ad oggi, purtroppo, il dibattito sul rafforzamento di Agsm è confinato ad una stucchevole diatriba sulle dimensioni dell’alleato da ricercare: è evidente che nelle condizioni in cui si trova ora l’azienda, un’eventuale alleanza con colossi tipo A2A o Hera ci vedrebbe ridotti a provincia dell’impero, ma in un’ottica di sistema occorre lavorare per una politica territoriale di respiro almeno metropolitano, in grado di guardare più in là di Garda, quindi verso Trento, Vicenza e Mantova mantenendo la nostra città, Verona, come fulcro. tra l’altro ciò consentirebbe di mantenere maggior controllo sui servizi e pianificare il recupero di competitività sugli impianti di cui siamo scarsamente dotati.
Altrettanto importante è capire in quali condizioni arriviamo alle aggregazioni: il fatto che si impieghino più di otto mesi per trovare il nuovo direttore generale non è certo indice di buona salute e di idee chiare. Non è chiaro, inoltre, lo sbocco che l’amministrazione comunale e la nuova presidenza Agsm vorrebbero dare ai progetti di grande holding comunale lasciati nei cassetti dalle passate amministrazioni. L’ipotesi di ripatrimonializziazione di Agsm dovrebbe servire a mantenere il solito carrozzone o a snellire e ristrutturare per arrivare più forti alle aggregazioni?
Città come Vicenza e Trento hanno già fatto i compiti tagliando i consigli di amministrazione in favore di amministratori unici, altro che la spolverata alle sedie data da Croce! Che autorevolezza avrebbe sul mercato un’azienda ancora combattuta sulla questione delle sponsorizzazioni e perennemente incapace di dotarsi di un sistema di trasparenza per quanto riguarda l’affidamento di incarichi e consulenze?
Un primo banco di prova per alzare lo sguardo dal proprio ombelico potrebbe essere la gestione dei rifiuti: una strategia comune concertata e condivisa tra tutti e tre i bacini della provincia, pur nelle reciproche differenze e autonomie, consentirebbe ad Amia rinnovare il contratto dando notevole valore aggiunto ad Agsm in vista delle future aggregazioni.

 


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