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I gruppi consiliari Pd delle otto Circoscrizioni, in coordinamento con i Circoli cittadini Pd e i referenti della Segreteria cittadina hanno portato a termine le azioni richieste dalla fase concertativa del Pums stilando un quadro conoscitivo delle criticità esistenti nei vari quartieri e suggerendo i provvedimenti utili a risolverle.

Tale contributo è risultato spesso determinante nel confronto finora sostenuto nelle Circoscrizioni le quali molto spesso si sono trovate ad affrontare un questionario complesso, richiedente nozioni e competenze tecniche per nulla scontate, senza alcun supporto tecnico o consulenza né da parte degli uffici centrali del Comune né da parte della società vincitrice della gara per la redazione del Pums.

La disomogeneità dell’approccio delle Circoscrizioni al Pums si evidenzia anche dalla varietà di forme con cui sono stati approvati gli elaborati al questionario: qualche Circoscrizione ha adottato una delibera di consiglio, altre si sono limitate a licenziare gli elaborati in commissione.

Allo stesso tempo occorre sottolineare che le 7 aree di analisi imposte dal Comune alle Circoscrizioni sono deficitarie. Sarebbe stato necessario sottoporre alla valutazione dei cittadini e dei portatori di interesse anche gli elementi di interdipendenza e coordinamento con altre politiche e altri strumenti di piano, dai trasporti all’urbanistica, dall’ambiente alle attività economiche, dai servizi sociali alla salute, dalla sicurezza all’energia. E’ singolare che si parli di mobilità senza parlare di clima, salubrità dell’aria, qualità urbana, vivibilità dello spazio urbano…

Partendo dalla sosta, uno dei problemi atavici delle grandi città, si osserva che Borgo Trento è un quartiere intasato dalle auto in quanto il Piano della sosta lo ha fatto diventare il parcheggio a pagamento a servizio del Centro (a ZTL). Analogamente, i quartieri che ospitano i più grandi poli attrattori della città, dagli ospedali all’università, soffrono a causa dell’insufficienza di posti auto a disposizione dei poli stessi e della mancanza di parcheggi scambiatori adatti alle esigenze di chi viene in città per motivi di lavoro. In tal modo si cronicizzano i disagi ai danni dei residenti che non trovano posti auto in strada. Esiste poi un problema di sosta selvaggia in corrispondenza di determinati eventi che non riguardano solo il quartiere fieristico ma anche i poli attrattori come per esempio gli Ospedali. La soluzione qui è duplice: da una parte istituire una Ztl per tutto il quartiere di B.go Trento in modo da limitare l’afflusso delle auto negli orari più critici. Dall’altra, la Fiera deve procedere verso una graduale dismissione delle aree a parcheggio per visitatori interne al quartiere fieristico a favore dell’uso dei parcheggi scambiatori esterni alla città (es. futuro parcheggio Genovesa, parcheggio Stadio) e dell’uso della mobilità sostenibile (treno, futuro filobus, bus, servizi navetta).

Il trasporto pubblico rappresenta un’altra area di grave criticità: l’organizzazione attuale del servizio non da infatti alcuna certezza dei tempi di percorrenza ed i mezzi nelle ore di punta. Qui si rende necessario un ventaglio di azioni, a partire dal prolungamento del filobus almeno fino a Corso Milano introducendo hub di interscambio modale con treno, auto e bici lungo il tragitto. In ambito urbano occorre riattivare le stazioni ferroviarie dismesse come quella di Parona, mentre a livello provinciale occorre rendere finalmente funzionali ai pendolari le direttrici ferroviarie Verona-Mantova – Verona Legnago – Verona Isola della Scala/Nogara. Gli ospedali cittadini vanno serviti da linee forti, le corsie preferenziali vanno aumentate così come la frequenza dei mezzi nei giorni festivi, aumentata la durata del biglietto a 120 minuti. Le politiche del trasporto pubblico vanno coordinate nell’ambito di un’unica Agenzia della mobilità con competenze su filobus, autobus urbani ed extraurbani, sosta, bike sharing, car sharing e car pooling.

Sotto il profilo della mobilità dolce, va completata la rete ciclabile cittadina fornendo la possibilità di spostarsi in sicurezza tra i quartieri o verso il centro. La pedonalità è limitata da marciapiedi deteriorati, troppo stretti o completamente assenti, nonché dalla proliferazione di barriere architettoniche e da sottopassaggi ferroviari ottocenteschi che strozzano la viabilità dei quartieri come a San Massimo. In generale, l’organizzazione degli spazi stradali è ancora fortemente sbilanciata verso la mobilità privata motorizzata determinando una perdita di qualità dello spazio e un disincentivo a muoversi a piedi o in bicicletta.

Quando si parla di riduzione dell’incidentalità la parola d’ordine deve essere “moderazione del traffico”, che si realizza ridisegnando le strade per ridurre le velocità, vero elemento di pericolo, e proteggendo gli attraversamenti pedonali con rialzi, segnalazione luminosa e, ove possibile, con l’installazione di impianti semaforici dedicati. Sulle vie di accesso alla città il traffico va moderato attraverso la realizzazione di ginkane, aumentando la qualità urbana con l’inserimento di arredi come panchine e fioriere, riorganizzando la sosta. Devono essere maggiormente ascoltate le richieste dei quartieri e dato valore al lavoro delle commissioni Viabilità delle Circoscrizioni (installazione dissuasori, controlli Polizia Municipale, incroci pericolosi).

Sulle consegne merci, vanno incentivati i servizi on line, a partire dai servizi pubblici come gli ospedali (esempio consegna di referti). Il sistema della logistica distributiva va efficientato con accordi intermodali, rinnovo parco mezzi con veicoli a basso impatto, migliore gestione dell’ultimo miglio e ZTL con veicoli a basso impatto, spostare progressivamente il trasporto merci dalla gomma alla rotaia. (Esempio Acciaierie Verona). L’Amministrazione comunale può promuovere tutela dei diritti dei c.d. riders che lavorano per le piattaforme digitali di consegna cibo (Glovo, Foodora, Just Eat, Deliveroo…)

Conclusioni. Trattandosi di un Piano Urbano, le situazioni affrontate sono centinaia se non migliaia. A questo sforzo di analisi dovrebbe corrispondere da parte dell’amministrazione comunale un’adeguata programmazione finanziaria che vada ben al di là degli stanziamenti per le manutenzioni ordinarie e straordinarie previste nei bilancio triennale del Comune (risorse decisamente insufficienti, modeste, neanche in grado di far fronte alle manutenzione ordinaria – vedi strisce orizzontali invisibili) nonché un preciso indirizzo politico che imponga di prendere in considerazione le richieste delle circoscrizioni. Ad oggi purtroppo non c’è nulla di tutto questo e il rischio che i lavori del Pums si risolvano in un mero esercizio di stile è assai alto.
In definitiva, ci aspettiamo dal Comune che il documento PUMS non sia un libro dei desideri e non è dato da sapere quando andrà in discussione in Consiglio Comunale.
Chiediamo azioni concrete con finanziamenti annuali certi.

Gruppi consiliari comunali e Circoscrizionali del Pd.

Segretario cittadino Pd Luigi Ugoli

Categorie: Urbanistica

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