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Siamo ormai a novembre e ancora non sappiamo come la Fondazione Arena intenda affrontare la fine delle misure emergenziali previste dal piano di salvataggio e il ripristino delle due mensilità di stipendio sacrificate dai lavoratori. Malgrado gli annunci di riappacificazione, lo scontro al vertice tra Sovrintendente e Direttore Generale non ha ha ancora trovato sbocchi visibili. La sbandierata vicinanza politica al governatore veneto non ha portato un euro di più in termini di contribuzione regionale la quale resta a livelli minimi.
No, la nuova crisi della Fondazione Arena non è una drammatica fatalità ma il risultato di incapacità e di scelte politiche sbagliate. Sboarina ha cacciato Giuliano Polo che capiva di musica e di economia per ficcarsi nel vicolo cieco della diatriba Gasdia – De Cesaris. Non ha portato avanti le azioni previste dai commissari per la trasparenza degli appalti e la riforma dell’extralirica; non è intervenuto sull’eredità del museo Amo. Come le precedenti amministrazioni affida la parte di protagonista delle stagioni areniane agli eventi extralirica. La Fondazione Arena è il primo grande fallimento dell’amministrazione Sboarina ma ora è necessario uscire dalle secche con un piano di rilancio serio e lo sblocco dei fondi della Bray. I parlamentari Pd sono al lavoro, cosa aspetta Sboarina ad attivare i suoi?

Per il gruppo consiliare comunale Pd Verona
Federico Benini, Elisa La Paglia, Stefano Vallani

Il segretario cittadino Pd Verona
Luigi Ugoli

Categorie: Fondazione Arena

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