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Due milioni di euro nel 2018 e 2,7 milioni nel 2019: sono gli importi delle spese sostenute da Acque Veronesi per affidamenti diretti o in economia, sottosoglia o cottimo fiduciario negli ultimi due anni. Tutti lavori assegnati senza gara o con procedure semplificate.

Due i dubbi che solleviamo: un team interno di tecnici sarebbe costato molto meno. Siamo sicuri che questi appalti, che in buona parte riguardano la direzione lavori o compiti di progettazione, non avrebbero potuto essere svolti con risorse interne?

Secondo: è opportuno ricorrere così massicciamente a incarichi e consulenze esterne?

La questione è più che mai attuale: i risparmi attuabili con una internalizzazione dei lavori di direzione e progettazione avrebbero potuto essere reinvestiti in programmi di agevolazione tariffaria per le fasce deboli della popolazione e in questo periodo di pandemia sarebbero stati un toccasana.

Chiediamo una verifica con i vertici di Acque Veronesi per capire se questa pratica sia corretta oppure porti soltanto a maggiori esborsi per l’azienda e quindi per i veronesi.

Federico Benini, consigliere comunale Pd capogruppo

Categorie: Inchieste

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