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Per la prima volta dopo tanto tempo il bilancio dell’Amia è stato approvato in perdita. Una perdita di 320 mila euro, circa 27 mila al mese. Cifre importanti per una partecipata comunale di secondo livello, ma un’inezia se confrontate con alcune scelte scellerate dei vertici aziendali.

Oggi ho chiesto ad Amia documentazione del bilancino del primo semestre 2018, che a quanto pare sembrerebbe essere addirittura peggio di quello dell’anno precedente.

Generalmente quando una gestione aziendale si mostra fallimentare, vengono cambiati immediatamente i vertici di un’azienda, invece siamo davanti all’unica partecipata veronese con un bilancio in perdita, il cui presidente non è ancora stato vittima dello “spoil system”, ma che grazie al suo abile trasformismo politico, probabilmente verrà riciclato al vertice di una partecipata di secondo livello.

Non è ancora chiusa la squallida questione di Amia – Serit con buone uscite al presidente sette volte superiori al costo per l’azienda, che Amia non è in grado di fornirmi un dato molto semplice: una richiesta fatta lo scorso 26 giugno: le spese di trasferta del Presidente Miglioranzi dal 2015 ad oggi. Dopo un paio di solleciti, il 4 luglio arriva la risposta di Amia: “stiamo provvedendo a recuperare tutta la documentazione e che la stessa Le verrà trasmessa non appena possibile”

Ebbene sono passati quasi 35 giorni e ad oggi non è arrivato nulla. Le spiegazioni possono essere due: o Miglioranzi ha fatto così tante trasferte che a recuperare il materiale non basta un mese di lavoro, oppure Amia vuole sottrarsi a rispondere a questa domanda che ritengono imbarazzante.

Chissà se Michele Croce, paladino della legalità e della trasparenza, Presidente di Agsm (quindi anche di Amia) anche questa volta farà finta di nulla

Categorie: Inchieste

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