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La situazione è quanto meno curiosa: il settembre scorso – dunque ancora sotto la gestione Miglioranzi – Amia aveva acquistato da un fornitore di Padova due mezzi autospurgo nuovi di zecca per la bellezza di 616 mila euro + iva. Nell’ambito della campagna straordinaria di pulizia delle caditoia a Parona, Avesa, Quinzano e Santa Maria in Stelle appena lanciata dall’assessore Padovani e dal nuovo presidente Tacchella, si vedono però circolare soltanto mezzi di ditte terze. Come si spiega? Perché Amia non sta utilizzando i propri mezzi?
Su questo presenterò un’interrogazione urgente. Appare infatti evidente che il mancato utilizzo dei mezzi creerebbe all’azienda un doppio danno: da una parte la mancata valorizzazione dell’investimento, dall’altra l’aggravio di costi da sostenere per ingaggiare una ditta specializzata.


Sarebbe sorprendete scoprire che Amia non può utilizzare i mezzi autospurgo perché sprovvista dei titoli necessari a svolgere questo tipo di attività. Attendiamo comunque le risposte ufficiali. Certo è che con 616 mila euro di valore fermo in magazzino e quasi 1,8 milioni di rosso in bilancio appaiono giustificate le rimostranze dei Sindacati sulla mancanza di dialogo e di strategia dell’azienda.

Federico Benini, consigliere comunale capogruppo Pd Verona

Categorie: Inchieste

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