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La proroga al bando di selezione per il nuovo direttore artistico dell’Estate teatrale ha fatto cadere il palco di una procedura opaca e gestita malissimo, sia da parte dell’assessorato, che aveva avuto un anno di tempo per preparasi, sia da parte degli uffici comunali, che si sono dimostrati ancora una volta non all’altezza di servire una città importante come Verona.
Nessuno crede che 10 giorni in più rendano impraticabile la programmazione annuale, dato i termini precedenti, che prevedevano comunque tempi strettissimi per la commissione selezionatrice. Nessuno, inoltre, può credere che solo ieri, 28 dicembre 2018, fior di dirigenti si siano accorti che la gara bandita venti giorni prima, il 7 dicembre, cadeva in periodo natalizio.


E’ come se la questione del direttore artistico fosse condizionata da forze opposte, tanto è vero che non è bastato un anno di tempo per sfornare un bando decente. Forze che non lavorano nell’interesse di Verona ma per altri interessi incompatibili con una partecipazione ampia al bando.
Gratis oppure no, la nomina di Savorelli non è una soluzione: chi partecipava al bando sapeva perfettamente dei tempi strettissimi. Pertanto è necessario che i tempi della commissione selezionatrice siano comunque i più rapidi possibili. Il doppio direttore artistico è una toppa quasi peggio del buco perché non fa chiarezza, anzi proroga i vecchi meccanismi di funzionamento della cultura sotto alle precedenti amministrazioni.

Per il gruppo consiliare comunale Pd
Elisa La Paglia, Federico Benini, Stefano Vallani

Categorie: Inchieste

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