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Spesso l’amministrazione si lamenta perché l’opposizione farebbe polemiche fini a se stesse, eppure di fronte a certe mosse è difficile rimanere impassibili. Si prenda ad esempio la selezione bandita da Acque Veronesi per l’individuazione del nuovo direttore generale in sostituzione di Berton: il bando richiede espressamente  diploma di Laurea in Scienze Economico-Aziendali o Scienze dell’Economia. Ma un ingegnere, magari gestionale, non sarebbe ugualmente all’altezza del compito? Perché escludere o scoraggiare in partenza tale profilo? Che cosa può dare di più un commercialista in un settore così particolare, considerato che di solito gli ingegneri sono le figure più adatte a ricoprire tali ruoli?

Tra gli altri requisiti, si può pure leggere che il candidato deve aver maturato esperienza nel ruolo di dirigente nel settore pubblico o privato per almeno 8 anni nell’ultimo decennio. Poi si dice che deve aver esercitato la propria attività “prevalentemente nel settore industriale” maturando competenze “in processi di aggregazioni societarie”.
Più che disegnare un profilo, sembra che il bando tracci un identikit a cui manca solo il nome. Lo sapremo presto visto che la selezione scade il 12 novembre…Per il gruppo consiliare comunale Pd Verona

Federico Benini, Elisa La Paglia
Categorie: Inchieste

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