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Mentre il mondo della politica, del sindacato e delle imprese di interroga su come dare maggiore stabilità e qualità al lavoro giovanile, onde evitare che i giovani emigrino o siano condannati ad un futuro di lavoretti precari e malpagati, nel cuore di Verona, all’interno di uno dei siti museali turistici più visitati al mondo, di proprietà del Comune di Verona, sono ancora in voga le pratiche di precarizzazione del lavoro più estreme con profili di illegittimità a parere dello scrivente palesi. Per questo verrà depositata una interrogazione.

Parliamo infatti dei contratti applicati agli assistenti museali (di fatto puri e semplici sorveglianti) impiegati per lo più alla Casa o nel Cortile di Giulietta ma anche negli altri siti museali della città, come ad esempio il Museo di Castelvecchio. Gestiti da una ditta terza diversa dal Comune di Verona, agli aspiranti lavoratori viene proposto di sottoscrivere un contratto di “prestazione di lavoro autonoma e del tutto occasionale” che pare una contraddizione in termini.

Innanzitutto per il contenuto della prestazione che, sempre ad avviso di chi scrive, è pressoché inesistente: sorvegliare l’entrata della Casa o del Cortile di Giulietta o del Museo di Castelvecchio non implica alcuna specifica professionalità, tanto è vero che si invita il candidato ad auto dichiarare il possesso delle “competenze professionali per l’assunzione dell’incarico”, senza alcun impegno alla verifica.

La seconda fonte di perplessità sono gli orari di lavoro, che il lavoratore autonomo dovrebbe essere in grado di scegliere liberamente ma che di fatto sono imposti dal contesto lavorativo. L’unica discrezionalità lasciata del candidato è quella di scegliere le giornate in cui lavorare. Risulta peraltro che molto spesso le preferenze indicate in sede di domanda di lavoro non vengono rispettate così che i lavoratori o le lavoratrici si trovano a lavorare molto di più o molto di meno di quanto da loro indicato.

Fa poi accapponare la pelle la clausola, di fatto una penale, per cui in “caso di assenza, dovuta non a motivi di salute adeguatamente documentati, il collaboratore dovrà risarcire il danno, convenzionalmente stabilito in una somma pari al 100% del corrispettivo pattuito”. Insomma, invece di guadagnare denaro, un lavoratore dei siti museali comunali rischia addirittura di doverne darne!

Altra fonte di sbigottimento riguarda la presunta obbligatorietà da parte dei candidati a seguire un corso a pagamento. Se confermato sarebbe la quintessenza dello sfruttamento.

Ci si chiederà: ma almeno guadagneranno bene? Eccola risposta: 84 euro lordi a giornata che, al netto della ritenuta d’acconto Irpef del 20% e dei contributi previdenziali Inps attorno al 30%, si dimezzano.

Quelle indicate sono condizioni che lasciano allibiti, un puro e semplice escamotage per contenere la spesa in stipendi e contributi previdenziali. A questi lavoratori non viene fornita nemmeno un’assicurazione sui danni che possono involontariamente causare dentro ai musei civici. E la società che li ingaggia si libera da ogni responsabilità da questo punto di vista.

A capo di questa piramide c’è il Comune, che lascia entrare nei suoi musei lavoratori in queste condizioni. Non parliamo infatti di operatori museali, profili professionali riconosciuti che implicano la messa in pratica di conoscenze specifiche per “progettare esposizioni e percorsi museali”. Qui si tratta di prestare pura e semplice attività di sorveglianza, a condizioni non degne a di un Paese civile.

Per questo motivo presenterò un’interrogazione per chiedere al Comune di verificare la legittimità di questi contratti e procedere eventualmente alle necessarie assunzioni privilegiando funzioni e personale qualificati.

In allegato si riporta lo schema di contratto che verrà allegato all’interrogazione, omettendo, per carità di patria, il nome dell’impresa incaricata di stipularlo. Si tratta infatti di una impresa dedita all’organizzazione di eventi aziendali, che sarà rispettabilissima nel suo settore ma che, in questo caso, è del tutto fuori luogo.

Federico Benini, capogruppo comunale Pd

Categorie: Inchieste

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