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Con 8 consiglieri e 5 assessori la Lega è di diventata il dominus incontrastato di questa amministrazione, sia nei gruppi consiliari che in giunta. L’entrata del consigliere Andrea Velardi da Forza Italia e dell’assessore Edi Maria Neri da Verona Pulita è solo l’ultima tappa di un processo di trasmigrazione trasformistica che ha svuotato le fila dei gruppi politici e delle liste civiche a sostegno del sedicente progetto civico del Sindaco Sboarina ingrassando le ali estreme, sovraniste, ideologiche e chiuse della coalizione: la Lega salviniana e Fratelli d’Italia.
Prima era toccato all’assessore Rando e a Gianmarco Padovani, passati da Verona Civica a, rispettivamente, Lega e Fratelli d’Italia. E il processo è destinato a continuare con il passaggio pluriannunciato di Bacciga alla Lega, sempre che superi la “prova dell’acqua” di Pontida…
Tutto questa significa che a meno di metà mandato l’amministrazione Sboarina e la maggioranza che la sostiene hanno cambiato pelle, trasformandosi da sedicente progetto civico a qualcosa di molto diverso, molto marcato politicamente, ideologicamente chiuso, quindi scollegato dalla realtà civica che amministrano. L’esatto contrario di quello che serve a Verona, città storicamente aperta e vitale sotto tutti gli aspetti. Lo si vede ogni giorno nella paralisi amministrativa che caratterizza il lavoro della giunta e dalla mancanza di risultati in tutti i settori di attività: dalla cultura, al tema delle alleanze delle aziende partecipate, al tema delle grandi opere, è una confusione e un braccio di ferro continui. Tanto che viene da chiedersi: ma chi comanda in questa amministrazione, il Sindaco di facciata Sboarina o il socio di maggioranza Fontana, che adesso è anche libero da impegni di governo?

Federico Benini, capogruppo Pd in Consiglio comunale

Categorie: Inchieste

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