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Sarà pure tutto regolare, ma se Amt pensa di pagare il mutuo del filobus o fare l’ennesimo “record di bilancio” infliggendo ai veronesi multe “in punta di regolamento” rischiamo una vera e propria rivolta popolare, oltre ad essere un comportamento riprovevole sul lato etico.

Una multa staccata un minuto prima che l’utente ignaro ritiri il biglietto dalla colonnina, puzza terribilmente di comportamento vessatorio. E proprio perché conosciamo la professionalità degli accertatori di sosta, non crediamo possibile che essi non sappiano più distinguere tra il furbetto che fa il biglietto soltanto quando si accorge dell’arrivo dell’accertatore, e il cittadino corretto che inevitabilmente perde uno o due minuti nell’operazione di ritirare il biglietto dalla colonnina.

Se poi vogliamo parlare delle colonnine, bisogna ammettere che non sempre sono immediatamente raggiungibili. Molti degli stalli blu di via Da Vico, per dirne una, distano tra andata e ritorno circa 5 minuti a piedi dalla colonnina più vicina.

Avevamo dunque ragione quando, con i lavoratori Amt, denunciammo la tendenza della nuova presidenza di Barini a fare cassa con le multe, non sorprenderebbe scoprire l’esistenza un qualche tipo di raccomandazione o sollecitazione, più o meno esplicita, da parte dei vertici Amt finalizzata a spremere gli utenti della sosta a pagamento senza guardare in faccia a nessuno. Il che sarebbe scorrettissimo perché Amt, in quando azienda pubblica, è chiamata a rendere conto delle sue azioni al Consiglio comunale e quindi ai cittadini.

Che ci sia un atto di indirizzo politico per coprire con le multe le difficoltà economiche del Comune, è evidente anche dal bilancio di previsione 2019 approvato a maggioranza da questa amministrazione, dove troviamo iscritte alla voce “Sanzioni per violazione del codice della strada” entrate per la stratosferica cifra di 19 milioni di euro, ben 2 milioni in più rispetto a 2018. Il che rende Verona, ormai da alcuni anni, una delle città più multate d’Italia. Amministrazione e Amt rendano conto di tali comportamenti.

Per il gruppo consiliare comunale Pd
Federico Benini ed Elisa La Paglia

Categorie: Inchieste

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