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Nuova documentazione recentemente acquisita smentisce clamorosamente quanto affermato dal presidente Agec Roberto Niccolai a proposito il “ri”-mansionamento di Davide Dusi, il dipendente Agec tra i protagonisti nel ruolo di “commissario ombra” dell’inchiesta sull’appalto delle mense scolastiche comunali assieme all’allora direttore generale Sandro Tartaglia e una serie di altri funzionari. Dusi ne uscì patteggiando una pena di un anno e sei mesi a fronte di accuse che andavano dal falso in atto pubblico alla turbativa d’asta alla rivelazione di segreti d’ufficio. Ripreso in azienda spogliato di ogni funzione direttiva, qualche settimana fa Dusi è tornato a far parlare di sé per la fulminea carriera che nel giro di un paio d’anni lo ha riportato di nuovo ai vertici della gerarchia di Agec con la qualifica di quadro.

Il presidente Niccolai, uomo del movimento politico “Verona Pulita” di Michele Croce, il 5 maggio scorso aveva testualmente affermato che “l’incarico a mansioni superiori di Davide Dusi è avvenuto a giugno 2017, quindi con la precedente gestione. Il nuovo cda si è insediato il 29 agosto 2017. Non è quindi a questa amministrazione che vanno chieste spiegazioni, né tanto meno imputate promozioni che attengono agli amministratori che ci hanno preceduto”.

La documentazione acquisita smentisce clamorosamente il presidente Agec: è vero che l’incarico di quadro è stato affidato dall’ex direttore Motta il 15 maggio 2017 (con tanto di parole di consolazione per “le innumerevoli vicissitudini di cui la S.V. si è trovato coinvolto”) ma, come dispone lo stesso Statuto dei Lavoratori, il provvedimento di promozione doveva venire esplicitamente confermato – pena decadenza – a distanza di sei mesi, cosa avvenuta nel corso del dicembre 2017, già in piena èra Verona Pulita, con provvedimento firmato sempre dall’ex dg Cristina Motta.

Vuoi vedere che Motta aveva tenuto all’oscuro Niccolai, Croce e l’intera Verona Pulita? Macché, con comunicazione protocollata il 29 marzo 2018, dunque dopo la cacciata di Motta, il nuovo direttore generale, che altri non è se non il vecchio vicedirettore generale, “vista la sua qualifica di livello Quadro”, gli affida l’incarico di Capo Sezione dei Servizi Generali di Agec.

Altro passaggio interessante: il 18 aprile 2018, Giovanni Bianchi, altro dipendente Agec coinvolto nell’inchiesta (ha patteggiato 1 anno e 11 mesi) a cui si deve la celebre intercettazione della “sabbia al posto della carne”, è stato incaricato di coordinare il progetto “Information Comunication Technology Agec” relativo alla posta elettronica, al calendario condiviso e alla rubrica aziendale.

Ora, per me Dusi e Bianchi possono pure essere i migliori tecnici sulla piazza, tanto più che risultano aver saldato i conti con la giustizia. Ho posto e continuo a porre una questione di opportunità nel riportarli ai vertici di Agec attraverso una serie di scelte totalmente discrezionali. Ma in quale azienda privata si riporterebbero in auge dei dipendenti che hanno patteggiato pene per fatti così gravi accaduti nello svolgimento delle proprie funzioni e contro i quali l’azienda si era pure costituita parte civile? Quali equilibri si vogliono difendere?

Rispetto a quanto affermato da Niccolai il 5 maggio scorso a proposito di Dusi, mi chiedo se il presidente dell’Agec intendesse confondere deliberatamente le acque oppure se realmente ignorasse quanto accaduto in azienda fino a dieci giorni prima. Delle due l’una: o ci stava prendendo tutti in giro oppure non sapeva di che cosa stava parlando. Per uno come Niccolai, insediatosi al grido “L’efficienza è il mio pallino” la seconda ipotesi è perfino peggiore della prima.

Mi domando poi con quale faccia Michele Croce continui a dirsi “forza di cambiamento” quando in tutte le aziende che il suo movimento amministra agisce come forza di restaurazione dei più oscuri rapporti di potere. Come ci si può fidare ancora di amministratori così?

Tutte le considerazioni qui riportate sono parte integrante di una interrogazione che rivolgo all’amministrazione comunale, nella quale chiedo provvedimenti contro il presidente “distratto” e inaffidabile.

Categorie: Inchieste

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