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La decisione della giunta comunale di introdurre un programma di supporto psicologico a favore dei dipendenti comunali offerto a titolo gratuito da una società di psicologi e formatori lascia spazio a qualche perplessità che vorremmo chiarire: l’iniziativa nasce da una ricognizione dei bisogni oppure l’adesione della giunta è puramente contingente anche in considerazione del fatto che essa determina esborsi da parte delle casse comunali? E’ stato preventivamente consultato l’ordine degli psicologi veronesi e veneti per valutare i benefici di tale servizio? Sono state valutate alternative anche a pagamento dello stesso servizio? Sul sito della società offerente si parla di modelli e metodi rivoluzionari sperimentati negli Stati Uniti: si ha un’idea di cosa consista questo metodo e in che cosa differisca rispetto ad altri metodi?

Appare evidente che sarebbe stato importante e forse anche opportuno coinvolgere in questo progetto anche professionisti e realtà che lavorano su Verona, anche in coordinamento con le strutture sanitarie come Ulss, Ospedali e Associazioni di professionisti formati per le emergenze e comandati dalla Protezione Civile.
Lo stesso aspetto della gratuità rischia di lanciare un messaggio non corretto: la professionalità si paga e vedere un ente pubblico che utilizza il volontariato per un simile intervento anziché tutelate il lavoro professionale retribuito ha lasciato perplessi gli stessi professionisti del settore.

Federico Benini, consigliere comunale Pd capogruppo

Categorie: Inchieste

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