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La galleria pedonale rappresenta ancora uno (purtroppo non l’unico) dei punti più oscuri del progetto filobus, al punto tale che gli stessi tecnici della commissione provinciale Via, direttamente interpellati da una osservazione presentata da Carlo Pozzerle in qualità di libero cittadino, hanno dovuto prendere atto che “la documentazione presentata risulta incoerente rispetto alle dichiarazioni rilasciate in occasione del sopralluogo del 24/07/2018 e rispetto a quanto riportato sui principali quotidiani locali, con particolare riferimento all’eliminazione della galleria pedonale San Paolo”.

Ma non è questo l’unico punto in sospeso: le varianti promesse a gran voce su via Spolverini produrranno un ulteriore rallentamento dei tempi di realizzazione dell’opera in quanto dovranno essere sottoposte alla valutazione al Cipe a Roma. Proprio non si comprende come sia possibile da parte di Amt confermare il gennaio 2022 come data di entrata in esercizio dell’opera, considerato che, oltretutto, mancano anche i parcheggi scambiatori.

Giunti a questo punto della progettazione, gli argomenti di discussione dovrebbero essere di ben altro tenore: Il filobus avrà un costo di esercizio di circa 2,7 milioni di euro all’anno. Chi si accollerà tale costo? ATV? Eventuali altri vincitori tra le ditte di appalto saranno disposte a pagare tale cifra?

Non da ultimo, l’aspetto informativo che Amt ritiene assolto con il recente volantinaggio volto pubblicizzare il sito di Verona Mobile, richiederebbe in realtà un lavoro ben più approfondito. I cittadini vogliono sapere non solo dove e quando partiranno i cantieri del filobus, ma anche quanto tempo dureranno i lavori e se le vie attraversate dal filobus saranno oggetto di riqualificazione. Per essere molto chiari: le vie prive di marciapiedi oggetto di cantiere verranno riconsegnate riqualificate a dovere oppure nello stato in cui sono state trovate?

Il rischio, se e quando verrà consegnato alla città, è che il filobus si riveli un mezzo obsoleto e strutturalmente inadatto a rispondere alla domanda di mobilità pubblica. Già oggi in nessuna parte d’Europa o d’Italia (vedere il caso di Milano e Bergamo) si installano plinti e reti aeree poiché le flotte di autobus sono già tutte full-elettric. Prima che sia troppo tardi è necessario intervenire sulle criticità segnalate, non è più tempo di annunci a vuoto.

Per il gruppo consiliare comunale Pd Verona
Federico Benini, Elisa La Paglia


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