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Leggiamo dal portale Internet ufficiale che “Il Comune di Verona ha aderito all’iniziativa sostenuta dal Comitato promotore ‘Libera l’Europa – UEXIT’, a favore di un progetto di legge di iniziativa popolare” finalizzato all’indizione di un “referendum di indirizzo sul recesso dello Stato dall’Unione Europea”. Il che lascia allibiti ed esterrefatti: finché si parla di dare la disponibilità ad una richiesta di democrazia, per quanto balzana, presentata nei termini previsti dalla nostra Costituzione, è un conto. Ma che il Comune di Verona, città da sempre aperta aperta all’Europa e al mondo, fornisca un’adesione politica ad una iniziativa simile, è inaccettabile.

Stone Bridge,Verona

Altri Comuni, da Milano a Bologna a Reggio Emilia, hanno democraticamente messo a disposizione il servizio di certificazione delle firme presso i propri Urp, ma nessuno lo ha fatto con la formula dell’”adesione”. Si tratta quindi di un grave errore, l’ennesimo da parte dell’amministrazione Sboarina ormai allo sbando che non sa mantenere una linea politica su nessun tema.

Sboarina dovrà tra l’altro spiegare ai veronesi che le decine di milioni di euro che arriveranno a fondo perduto ai veronesi dall’Europa tramite il Recovey Fund, lui non li vuole.

Va poi osservato che l’iniziativa legislativa non nasce poi così “dal basso” come si potrebbe credere. Sottoscrittori della proposta di legge di iniziativa popolare sono 14 professionisti romani, ma a capo del movimento c’è il solito Vittorio Sgarbi. L’iniziativa è appoggiata da parte dell’ultradestra radicale e sovranista e dal Movimento Stop Euro. Con una interrogazione chiederemo all’amministrazione comunale di giustificare i motivi di tale adesione e di correggerla con una formulazione adeguata.

Per il gruppo consiliare comunale Pd
Federico Benini, Elisa La Paglia, Stefano Vallani

Categorie: Inchieste

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