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Dopo due anni di attesa, la conferenza dei capigruppo ha finalmente calendarizzato per il consiglio comunale di domani, Giovedì 22 Ottobre, il nostro ordine del giorno che chiede la revoca delle mozione omofobe approvate dal Consiglio comunale di Verona nel 1995.
Tali mozioni, purtroppo ancora in vigore a livello di indirizzo politico, fanno divieto alla giunta comunale di deliberare “provvedimenti che parifichino i diritti delle coppie omosessuali a quelli delle famiglie naturali costituite da un uomo e una donna”. Ciò è apertamente in contrasto (oltre che con il buon senso, si intende…) con la Legge 76 del 20 maggio 2016, meglio nota come Legge Cirinnà, la quale stabilisce senza possibilità di equivoco che “all’interno di leggi, regolamenti e atti amministrativi” ed ovunque ricorrano le parole “coniuge” oppure “coniugi”, ovvero termini equivalenti, le disposizioni relative si applicano anche ai contraenti di unione civile, dunque anche alle unioni tra persone dello stesso sesso.
Gli indirizzi contenuti nelle mozioni del 1995, non a caso chiamate omofobe, sono quindi d’intralcio alla effettiva applicazione dei diritti e doveri previsti dalla Cirinnà. Con questo ordine del giorno chiediamo dunque al Consiglio comunale di prenderne atto e di provvedere di conseguenza rimuovendo, come prevede anche la Costituzione, gli ostacoli alla parità delle persone difronte alla Legge.
Togliamoci dai piedi anche ogni genere di alibi ideologico: la Legge in vigore specifica che la “parificazione” tra coniugi e contraenti di unione civile serve “al solo fine di assicurare l’effettività della tutela dei diritti e il pieno adempimento degli obblighi derivanti dall’unione civile”. Dunque non chiediamo ai Consiglieri di esprimersi sulla parificazione tra unioni civili e matrimonio, ma soltanto di assicurare la rimozione di questo ostacolo alla corretta applicazione della legge.
Nel proprio privato ciascuno potrà poi continuare a credere che la terra sia piatta e la volta celeste sostenuta dagli angeli, ma qui si sta parlando di amministrazione, non di filosofia o cosmogonia. Non ci nascondiamo nemmeno che i promotori delle mozioni del 1995 sono gli stessi che oggi siedono sui scranni più alti del Consiglio comunale e negli uffici comunali più importanti. Staremo vedere se dopo quasi 25 anni avranno messo un po’ di sale in zucca.
Federico Benini, consigliere comunale Pd capogruppo
Michele Bertucco, capogruppo Verona in Comune e Sinistra in Comune

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